Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Il titolo lascia poco all’immaginazione: si tratta evidentemente di un romanzo rosa. C’è una vittima (il cane della signora Shears) e un caso da risolvere (scoprire chi lo ha ammazzato). A occuparsi del caso è il protagonista nonché voce narrante del romanzo, Christopher John Francis Boone, un ragazzino quindicenne affetto dalla sindrome di Asperger, con formidabili capacità logiche e matematiche. È lui a scoprire a «mezzanotte e 7 minuti» il cadavere del barboncino nel prato di fronte alla casa della sua vicina, la signora Shears, cui il cane apparteneva, ed è lui che, dopo essere stato inizialmente accusato e scagionato per l’omicidio, si mette alla ricerca di indizi che possano aiutarlo a capire chi e perché ha commesso il reato. Tra l’altro, se a qualcuno fosse rimasto un dubbio, è proprio Christopher, che si finge anche autore del manoscritto, a chiarire di che libro si tratta all’inizio del capitolo 7, che poi sarebbe il quarto, ma per far entrare il lettore di più nel suo mondo di ragazzino con «Problemi Comportamentali», ha deciso di numerare i brevi capitoli del suo libro solo con i numeri primi (che tra l’altro lui adora e conosce a memoria fino al 7507), per cui il primo capitolo è il 2, il secondo è il 3, il terzo il 5 e così via. Così se proprio non vi piace il genere fate in tempo a cambiare tomo senza sentirvi troppo in colpa per aver abbandonato un libro a metà! Ma vale la pena andare avanti nella lettura di questo romanzo che si tinge di ulteriore mistero quando Christopher inizia a sospettare del padre. Come deve essere vivere sotto lo stesso tetto con un assassino? Brr

Il testo è una sorta di diario nel quale il nostro Sherlock Holmes appunta gli indizi, annota i pensieri, descrive con minuzia di particolari i ragionamenti che a poco a poco lo porteranno alla risoluzione del caso.

“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon
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