La donna giusta

La donna giusta

Quante lacrime avete versato?
Quanti minuti di telefonate con le amiche avete consumato?
Quanti barattoli di Nutella avete ingurgitato per consolarvi di un amore finito?

In certi momenti sembra che non ci sia conforto dinanzi all’idea che quella che credevate essere la persona giusta per voi sia irreparabilmente sparita dalla vostra vita. Proprio in quei momenti bisognerebbe dar retta a Márai: rifarsi il trucco, indossare una décolleté tacco 12 e rimettersi a caccia. Inutile stare lì a pianificare vacue strategie sperando di riconquistare la persona amata, soprattutto se questa già ama un’altra.

In verità lo scrittore ungherese non si spinge fino a tanto. Nel suo libro La donna giusta si limita a dire che la donna giusta (ma anche l’uomo giusto) non esiste.

A questo giudizio perentorio Márai arriva raccontando la storia di Marika e Peter, che dopo anni di stabile matrimonio – STABILE NON FELICE -, finisco per divorziare perché Peter ama un’altra donna, Judit, che sposerà in seconde nozze, ma che finirà per accantonare, questa volta non per sua scelta, nel cassetto delle ex.

Questo triangolo amoroso è raccontato prima da Marika, poi da Peter e ancora da Judit. Ognuno esprime il suo punto di vista e aggiunge un pezzettino al racconto, dettagli che diventano l’occasione per Márai per dilungarsi sui rapporti tra i diversi ceti sociali, sulle ultime fasi del conflitto mondiale, sulla solitudine e la ricerca del grande amore.

Ai tre si aggiunge infine il monologo del batterista ungherese, ex compagno di Judit dopo Peter, che chiude la storia con un racconto che fa la quadratura del cerchio.

Un romanzo per un pubblico un po’ più maturo, che conferma la capacità dell’autore di saper scendere a fondo dell’animo umano e riportare a galla le ragioni sommerse del nostro agire.

“La donna giusta” di Sándor Márai
2 Comments
  • Roberto Dall'Acqua

    Gennaio 30, 2019at9:17 am Rispondi

    Esiste la donna o l’uomo giusto?

    • annieevittorio

      Gennaio 30, 2019at5:57 pm Rispondi

      Forse è meglio non porsi la domanda 😉

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