Anne di tetti verdi

Anne di Tetti Verdi

Annie e Anne – assonanza a parte – sarebbero sicuramente andate d’accordo e le avremmo viste correre nei prati spensierate, facendo probabilmente disastri! Per fortuna la nostra Annie non è dotata dell’uso della parola altrimenti quelle due non le avrebbe fermate nessuno. Anne infatti ha una parlantina di quelle che pochi uomini apprezzano o per meglio dire tollerano (ebbene sì care lettrici del gentil sesso, purtroppo è così, quindi tante volte risparmiate il fiato, non ne vale la pena: gli uomini non ascoltano le donne. Fatevene una ragione!).

Tornando al libro, la piccola Anne perde i genitori a soli tre mesi e viene affidata ad una vicina non proprio benestante, sposata con un alcolizzato che (quando Anne aveva otto anni) si addormenta ubriaco sui binari del treno e muore investito. Ecco, oggi la ragazzina sarebbe finita direttamente in psicoterapia. A quei tempi invece la mandarono in orfanotrofio. A noi resta il dubbio di cosa sia peggio ma tant’è.

Nel frattempo, due anziani fratelli, Marilla e Matthew Cuthbert, decidono di adottare un ragazzo che li aiuti nei campi ma erroneamente arriva a casa loro una femminuccia. Ora, con che cuore potevano mandare via un’adorabile ragazzina con tante lentiggini e i capelli rossi che racconta loro la triste storia della sua vita con gli occhioni spalancati tipo cucciolo bagnato trovato sotto una macchina?

In realtà Anne non è quasi mai triste, anzi, sprizza gioia da tutti i pori, talvolta in maniera quasi fastidiosa. Impossibile non affezionarcisi! E infatti anche il cuore apparentemente duro di Marilla si intenerisce e la piccola Anne diventa parte integrante della famiglia facendo tutto quello che farebbe una qualsiasi figlia. Frequenta la scuola, ha una migliore amica, va alle sue prime feste, ogni tanto merita qualche punizione, sente le prime farfalle nello stomaco… Insomma, cresce.

Adesso non ci resta che leggere il seguito “Anne di Avonlea” per scoprire cosa combinerà la ormai sedicenne Anne.

“Anne di Tetti Verdi” di Lucy Maud Montgomery
1 Comment
  • Nunzio Palermo

    Agosto 30, 2019at7:32 pm Rispondi

    I libri della serie meritano come pure i manga disegnati dalla stessa autrice di Candy Candy

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